folletti3 Tanto tempo fa a Colere abitavano quattro sorelle: Erica, Gardenia, Genzianella e Rosina. Le quattro graziose fanciulle, come tutte le altre ragazze del paese, erano solite andare  nei boschi a raccogliere legna. La loro simpatica allegria si manifestava anche con canti melodiosi, e così il tempo trascorso al lavoro nei boschi scorreva più gioiosamente. I folletti, da sempre abitanti nella montagna, subirono dapprima il fascino del soave canto delle ragazze: nascosti tra le rocce a spiare, furono poi conquistati anche dal gradevole aspetto delle belle fanciulle. Timidamente si fecero avanti, uscendo dai loro nascondigli, e le quattro sorelle non si spaventarono; divisero anzi con i folletti il pasto che si erano portate da casa, trascorrendo con loro in allegria tutto il resto della giornata. Conquistati dal fascino femminile delle loro nuove amiche, verso sera a malincuore i folletti videro le giovani riprendere la via di casa; si fecero però promettere di ritornare per il sabato successivo. Ma i folletti trepidanti aspettarono invano: le quattro ragazze preferirono la compagnia dei ragazzi del paese, e vennero meno alla promessa fatta; non solo mancarono all'appuntamento, ma risero e si burlarono dei folletti, prendendosi gioco di loro. Questi ultimi, dapprima delusi, divennero poi furibondi per essere stati presi in giro e meditarono la loro vendetta. Quando le ragazze dopo un po' di tempo ritornarono a raccogliere legna nella zona dell'incontro, folletti5i folletti, pieni di odio e di rabbia, uscirono dalle loro caverne e, dopo aver circondato le ragazze, intonarono canti terribili e minacciosi, accompagnandosi con strumenti musicali dai quali uscivano suoni assordanti: le fanciulle, pazze di terrore e di paura, rimasero paralizzate, e proprio lì furono pietrificate dai folletti che così le poterono avere per sempre vicino a loro. Ancora oggi i quattro torrioni di roccia che si protendono verso il cielo, rappresentano un monito per tutti: mai burlarsi della natura, e mai sfidare la montagna, i suoi equilibri e le sue regole.

                 

Nelle foto sovrastanti sono evidenziati alcuni particolari delle figure intagliate da Mandredo Bendotti sulle due sculture lignee raffiguranti la leggenda delle Quattro Matte, che furono collocate a cura della Proloco di Colere nel Giardino delle Voci, alla fine degli anni '80. L'ideazione e la realizzazione furono curate personalmente da Manfredo Bendotti, abilissimo scultore e artista locale, nonchè esperto di botanica, fotografia, fossili e minerali e profondo conoscitore del territorio montano e dell'ambiente scalvino. Nella realizzazione l'artista colerese illustrò in  maniera significativa la leggenda della Quattro Matte, incidendo sull'opera anche i nomi delle quattro sorelle. Alla base della scultura sono state scolpiti visi umani intenti a cantare, a sorride, a suonare piccoli strumenti musicali a fiato. Salendo pian piano, i volti diventano sempre più tristi, per culminare con la sommità della scultura, riservata alle figure grottesche ed inquietanti dei folletti delusi e rabbiosi.

Nella foto a fianco, risalente al 2000, sono visibili le due sculture lignee. Dopo la decisione di abolire il Giardino delle Voci e a seguito della conseguente rimozione delle due sculture intagliate in tronchi di abete rosso, il Sign. Bendotti Manfredo ha provveduto alla loro custodia, al fine di scongiurare la perdita definitiva delle due opere e provvedendo ancor oggi a conservarle personalmente.

 

 

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