Pizzo Redorta

Partenza da Fiumenero all'inizio del paese in prossimità del cimitero dove si può lasciare l'auto in un piccolo parcheggio. Prendere il sentiero n. 227 per il rifugio Baroni al Brunone che all'inizio ha una discreta pendenza e che, inoltrandosi nel bosco e costeggiando l'omonimo fiume, diventa poi decisamente più comodo almeno fino alla località detta Campiol dove si può incontrare anche qualche famiglia di cavalli in libertà (apparente). Il sentiero prosegue per una decina di minuti su fondo di grossi sassi fino ad un ponticello di legno, per poi portarsi sul lato opposto del fiume e, sempre con pendenza moderata, fino alla piana della valle del Salto che si sfiora sulla destra. Dopo altri dieci minuti, il sentiero si inerpica decisamente fino ai piani dell'Aser: qui dopo aver attraversato un altro piccolo ponticello di legno, il sentiero prosegue a tornanti su pendenza molto ripida fino a poco sotto il rifugio dove si incrocia il sentiero orobico proveniente dal rifugio Calvi e che prosegue per il rifugio Brunone, raggiungibile comodamente in dieci minuti. Dal rifugio si prosegue sul sentiero n. 252 posto poco dietro al rifugio su percorso quasi erboso, fino al bivio dove su di un sasso è indicata la direzione per la vedretta di Scais. Girando a sinistra su sentiero che si inerpica decisamente e sale su terreno franoso e sconnesso, si raggiunge una specie di terrazza ampia e con pendenza meno ripida (purtroppo per poco). Dopo aver superato sulla nostra destra una grande placca rocciosa dove più in basso scorre un piccolo corso d'acqua, in una trentina di minuti dal rifugio arriveremo ad una bella conca pietrosa che va percorsa stando sulla parte sinistra fin sotto un grande gradone roccioso. Proseguire oltre su percorso decisamente ripido e sfasciumoso fino a una pietraia più solida: poi dopo un dosso ancora molto friabile, si arriva all'inizio della vedretta di Scais. Proseguire in direzione della bocchetta di Scais attraversando in diagonale e in libera la vedretta omonima e ovviamente facendo un poco di attenzione agli eventuali piccoli crepacci presenti sopratutto a stagione inoltrata (personalmente l'ho attraversata senza ramponi poichè il ghiacciaio era coperto da uno stato di neve abbastanza fresca, ma in un'altra occasione ho dovuto farne uso). Alla bocchetta ci si piega decisamente a destra per la cresta Nord del pizzo Redorta, aiutandosi all'inizio anche attraverso un canapone posato qualche anni fa; seguire poi gli evidenti omini di pietra fino alla croce di vetta che si raggiunge abbastanza facilmente anche attraverso facili roccette (25 minuti circa dalla bocchetta). Inutile dire che il panorama è veramente a 360 gradi: vi rimando alla sottostante galleria di foto scattate nella mia escursione in solitaria qualche anno fa.

percorso redorta

Tracciato home made (realizzato con Paintshop) del percorso effettuato, su foto di Google Earth

Foto escursione Pizzo Redorta

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