Vilminore di Scalve

E’ il comune scalvino che ha il maggior numero di frazioni:  Bueggio, Teveno, Nona,  Vilmaggiore, Pianezza, Pezzolo,  Dezzolo  e Sant’Andrea e  da sempre è il centro di riferimento, non solo geografico,  della piccola Valle di Scalve.
La caratteristica più pregiata e importante di Vilminore  è senz’altro il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375 e ampliato più volte nel corso dei secoli: attualmente ospita la sede della Comunità Montana di Scalve.
Altra costruzione di pregio è la monumentale  chiesa arcipresbiteriale,  le cui origini risalgono al XVII secolo: edificata in sostituzione di un’antichissima pieve, fu per lungo tempo sede della vicaria plebana.  Ultimata alla fine del 1600, venne aperta al culto nel 1702 ma fu consacrata solo nel 1874. E’ dedicata a Santa Maria Assunta e a San Pietro, patrono del paese, e presenta sculture e affreschi notevoli, tra cui l’altare maggiore di opera fantoniana.
Il  possente campanile attuale,  alto ben 67 metri, fu costruito dal 1792 al 1803 dopo il crollo iniziale avvenuto in fase di realizzazione.
A livello artistico, sono degne di menzione anche alcune altre chiese delle varie frazioni, tra cui quelle di Vilmaggiore, Teveno, Pezzolo e Nona.
L’origine del borgo viene fatta risalire al dominio romano e allo sfruttamento delle grandi risorse minerarie della piccola valle: il termine “vicus” indica appunto un insediamento, e “Vicus Minor” fu il nome scelto per il piccolo agglomerato urbano.
Con il passare dei secoli, Vilminore mantenne i propri privilegi di capoluogo della Valle di Scalve, e solo nel 1797, con l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì una propria autonomia comunale, rimanendo centro di riferimento per la piccola zona.
Tuttavia gran parte dei borghi che ora costituiscono le frazioni comunali, ottennero una propria autonomia per ben otto anni:  Bueggio, Dezzolo, Nona, Teveno, Pezzolo e Vilmaggiore (che comprendeva anche Barzesto, ora appartenente a Schilpario) solo nel 1805 vennero fusi nell'entità comunale denominata Oltrepovo, pur mantenendo l'autonomia a livello parrocchiale.
Il comune di Vilminore di Scalve, con l’attuale estensione, nacque solo nel 1927 dall’unione di Vilminore capoluogo con Oltrepovo, che  raggruppava i borghi di Bueggio, Nona, Pezzolo e Teveno.
La storia più recente è stata caratterizzata dal disastro causato dal crollo della Diga del Gleno,  posta a monte dell’abitato. Il cedimento strutturale, avvenuto il 1 dicembre 1923 riversò una grandissima quantità d’acqua sui piccoli centri abitati sottostanti che vennero in parte spazzati via dalla furia delle acque, provocando la morte di centinaia di persone e causando ingentissimi danni non solo all’intera zona, ma anche in Valle Camonica, dove la massa acquosa si riversò, seminando morte e distruzione. A seguito di questo tragico evento,  l’economia della valle fu messa in ginocchio, causando un inarrestabile processo di emigrazione.

Panoramica di Vilminore


Angoli caratteristici


L'imponenza della Chiesa Arcipresbiterale e il suo interno

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Angolo dalla piazza Vittorio Veneto

 La vecchia fontana

Chiesetta della Pieve

Chiesetta di San Carlo

La bella fontana pubblica nella frazione Meto

 La chiesetta della frazione Meto

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